Quartetto d'archi per '900&oltre
Rassegna dedicata al repertorio moderno e contemporaneo.
Il Quartetto Minetti è un giovane quartetto d’archi austriaco, vincitore di molti prestigiosi concorsi internazionali.
Il programma, molto vario, prevede pagine di Beethoven, Mendelssohn-Bartholdy, Stravinskij e Ligeti, di cui sarà eseguito il Quartetto n. 1 “Métamorphoses nocturnes” (che appartiene agli anni 1953-‘54, in cui Ligeti scrive ancora nella scia di Bartók e di Berg).
Alle ore 19.00, nel Foyer del Teatro, il prof. Stefano Sacher introdurrà il pubblico all'ascolto del concerto.
L'incontro, a cura dell'associazione "Per il Teatro di Monfalcone", è ad ingresso libero.
Fin dalla sua costituzione nel 2003, il Quartetto Minetti, frutto dell’incontro di quattro formidabili musicisti austriaci, ha saputo conquistarsi uno straordinario successo. Nel 2007 si aggiudica il primo premio al concorso internazionale “Rimbotti” di Firenze e il premio “Haydn” nell’omonimo concorso a Vienna; l’anno precedente si era aggiudicato il primo premio al concorso internazionale “Schubert” di Graz e nel 2003 al “Gradus ad Parnassum”. A questi riconoscimenti si affianca il sostegno ricevuto dalla Fondazione Karajan per giovani artisti e dall’associazione “Musica Juventutis” di Vienna.
Il Minetti, che sta proseguendo gli studi all’Università della Musica di Vienna con Johannes Meissl del Quartetto Artis e con i membri del Quartetto Berg, ha tenuto tournée in Europa, Sud Africa, Giappone ed Australia ed è stato ospite dei più prestigiosi festival internazionali.appartiene quindi all’ultimo periodo della vita di Mendelssohn, caratterizzato da un lento processo di interiorizzazione e di misticismo religioso, che lo vede allontanarsi definitivamente da una visione serena della musica e dallo stile romanticamente spontaneo degli anni precedenti.
La pagina eseguita dal Minetti restituisce la severità, l’intimismo e la profondità di uno stile sfrondato da ogni limpidezza formale: quello che interessa a Mendelssohn è l’espressione, o meglio l’intensità dell’espressione, non la forma o la tecnica.