L'UOMO TRA GENI E AMBIENTE Giovedì 3 maggio 2012 – Ore 17.00 Sala conferenze della Biblioteca Statale “Stelio Crise” Largo Papa Giovanni XIII n. 6 – 2° piano Con il prof. Maurizio De Vanna (Direttore Clinica Psichiatrica - Università di Trieste) e il prof. Paolo Gasparini (Genetica Medica – Università di Trieste) A cura del prof. Gianfranco Guarnieri Il fascino della scienza medica, alla ricerca di nuove prospettive per la salute e per rispondere ad importanti quesiti esistenziali, sarà al centro di un incontro promosso dal Circolo della Cultura e delle Arti, a cura del prof. Gianfranco Guarnieri, previsto per giovedì 3 maggio, con inizio alle ore 17.00, nella Sala conferenze della Biblioteca Statale “Stelio Crise (Largo Papa Giovanni XXIII n. 6 – 2° piano), con il titolo “L'uomo tra geni e ambiente”, un tema che riguarda la più importante rivoluzione scientifica degli ultimi anni, l'”epigenetica”, ovvero lo studio attorno al “complesso di caratteri fisici esterni di un individuo, risultato del suo patrimonio genetico ma anche dei fattori ambientali”. Ne tratteranno le linee essenziali, in dialogo con il pubblico, due illustri clinici dell'Università di Trieste, quali il genetista prof. Paolo Gasparini (Dipartimento di Scienze della Riproduzione e lo Sviluppo dell'Ospedale Burlo Garofolo) e lo psichiatra prof. Maurizio De Vanna (Direttore della Clinica Psichiatrica inserita nel Dipartimento di Salute Mentale), partendo dall'indicazione dei meccanismi molecolari diversi e degli effetti sull'intero organismo (fenotipo, in senso stretto), causati dall'influsso dell'ambiente, che altera il grado di attività dei geni senza tuttavia influire sulle sequenze di DNA. La ricerca attuale è giunta quindi alla conclusione che il destino dell'individuo è determinato da importanti fattori: dal corredo genetico ereditato in parte uguale dai due genitori e non modificabile, a differenza delle trasformazioni provocate dall'ambiente, dette appunto “epigenetiche”, che sono reversibili, ma nello stesso tempo trasmissibili da una generazione all'altra. Lo studio dei tratti ereditari in rapporto alle modificazioni epigenetiche rappresenta quindi un metodo diagnostico innovativo, in quanto fornisce informazioni utili alla prognosi e alle terapie, affinché le cure mediche possano diventare in un prossimo futuro sempre più personalizzate, come un abito confezionato su misura. Ufficio stampa: Fabio Venturin Approfondimenti: «Il merito per avere coniato, nel 1942, il termine “epigenetica”, definita come “la branca della biologia che studia le interazioni causali fra i geni e il loro prodotto cellulare e pone in essere il fenotipo”, viene attribuito a Conrad Waddington (1905-1975). Già alla metà del diciannovesimo secolo si trovano tracce dell'epigenetica in letteratura, sebbene le sue origini concettuali risalgano ad Aristotele (384-322 a.C.), il quale credeva nell'epigenesi, ossia nello sviluppo di forme organiche individuali a partire dal non formato. Questa visione controversa è stata la prima argomentazione a opporsi al concetto che l'essere umano si sviluppi da minuscoli corpi completamente formati» (da “Wikipedia”). Prof. Maurizio De Vanna - Direttore Clinica Psichiatrica (Università degli Studi di Trieste) dal 1 marzo 2008, inserita nel Dipartimento di Salute Mentale, per attività assistenziale di tipo degenziale, ambulatoriale, territoriale, oltre che libero professionale, con interventi psicofarmacoterapici e psicoterapeutico-riabilitativi a favore di pazienti affetti da disturbi psicotici, da disturbi d’ansia e dell’umore. È coordinatore di un Centro per lo Studio e la Cura delle demenze. Direttore della scuola di specializzazione in Psichiatria presso l’Università di Trieste. È docente inoltre presso le Scuole di Specializzazione in Psichiatria, Neurologia, Ostetricia e Ginecologia, Fisioterapia, Igiene, Medicina Legale e delle Assicurazioni. Prof. Paolo Gasparini – Quale Docente Ordinario nella Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Treiste, è Specialista in Ematologia Generale (Clinica e di Laboratorio) e in Genetica Medica, attuando ricerche delle alterazioni molecolari nella patologia ematologica con particolare riguardo alle alterazioni molecolari nell’emoglobinopatie e allo studio degli oncogeni nelle diverse situazioni patologiche. Ricercatore del difetto genetico coinvolto nell’emocromatosi primaria. - emocromatosi ereditaria; neurofibromatosi di Tipo 1; distrofia di Duchenne; - calcolosi cistinica; sordità genetiche; basi molecolari delle malattie multifattoriali in popolazioni geneticamente isolate.