Con il prof. Lucio Lucchin (Gastroenterologia e Scienza dell'Alimentazione – Università di Padova e Pavia - Direttore del Servizio di Dietetica e Nutrizione Clinica dell'Azienda Sanitaria di Bolzano), a cura del Prof. Gianfranco Guarnieri.
Il tema “Attualità della dieta mediterranea”, proposto dal Circolo della Cultura e delle Arti per un incontro, curato dal prof. Gianfranco Guarnieri è previsto per venerdì 11 maggio con inizio alle ore 17.30 presso l'Auditorium del Civico Museo Revoltella (via Diaz, 27). Appare argomento indubbiamente accattivante in campo medico-sociale, ma nasconde alcune problematiche d’interpretazione e applicazione pratica, che saranno trattate e chiarite nell'intervento del prof. Lucio Lucchin, Direttore del Servizio di Dietetica e Nutrizione Clinica dell'Azienda Sanitaria di Bolzano, specializzato in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva, docente in Scienza dell'Alimentazione all'Università di Padova e Pavia, oltre che membro di commissioni in ambito nazionale per la pianificazione e il coordinamento di interventi nutrizionali. In effetti, la dieta mediterranea appare prima di tutto un “approccio comportamentale” più complesso della semplice assunzione di alcune tipologie di alimenti, in quanto sintesi di tradizioni, conoscenze e competenze tramandate da centinaia di anni, tanto da ottenere dall’UNESCO nel 2010 uno specifico riconoscimento quale patrimonio intangibile dell’umanità.
In tal modo essa diverrebbe difficile da definire e ancor più da riprodurre, a livello scientifico, pur comprendendo fortunatamente tutto uno stile di vita, dai numerosi risvolti, dove la tradizione gastronomica nostrana e la cultura contadina, pur senza basi scientifiche, sono riuscite “miracolosamente” a concretizzare abbinamenti alimentari vantaggiosi sotto l’aspetto nutrizionale. Senza però nascondere che, secondo recenti indagini, ben l’80% degli italiani non sa, pur credendo di saperlo, che cosa sia la dieta mediterranea e che molteplici indici non ne fotografano esattamente l’aderenza, così come dovrebbe essere culturalmente intesa. Se è vero, infine, che fino ad oggi si è assistito ad un progressivo allungamento della vita media, altrettanto vero è che le patologie croniche sono in preoccupante aumento e che molte riflessioni restano tuttora da instaurare e molte le soluzioni da proporre.